Potere agli Hippy

sabato, dicembre 09, 2006

9 dicembre 2006: Luisona Day

Eccoci!
Ci siamo anche noi!
Partecipiamo al Luisona Day celebrato in tutto il mondo virtuale e non, pubblicando il testo teatrale di una scena ispirata a Margherita Dolcevita e rappresentata all'interno dello spettacolo Due personaggi in cerca d'amore.
Buona lettura e...buona Luisona.

La famiglia Dolcevita
da Due personaggi in cerca d'amore
di S. Antonini.

Margherita:
Mia mamma si chiama Emma, è abbastanza religiosa e non è più bellissima. È un po’ sciupata…sembra una bustina da tè usata.
Mamma:
Ho delle belle gambe e faccio sempre un buon odore di caffè e dado da brodo. Prima lavoravo in un negozio, facevo la commessa, poi il negozio è stato sbranato da un supermercato e adesso faccio la casalinga. Sono una brava casalinga e faccio anche la cuoca, sono una cuoca bravissima! Le mie specialità sono le Patatine Canore, la frittata disperata e soprattutto il polpettone Yesterday. Dentro ci riciclo tutto: la scaloppina di ieri, il prosciutto della merenda di Erminia, le zampe della gallina, la crosta del formaggio, i gnocchi dal piatto del nonno
Margherita:
Un bijou! Non c’e da stupirsi se mamma usa un tono melodrammatico nelle sue ricette.
Adora “Padelle e Patacche” un programma seguitissimo nel nostro quartiere al quale segue “La signora in rosa”, il giallo nazionale.
Ma è facile che si addormenti prima della fine o dell’uno o dell’altro e secondo me i suo sogni ne risentono un po’.
A parte questo mamma Emma è buona, ma è drogata è larmotossica. Sapete cosa vuol dire? ‘gnurantoni! Significa che non può restare a lungo senza piangere, e quindi registra tutte le soap opera per poi guardarle da sola la notte zigando come un caimano. Ha visto quella roba più volte che la schiena di papà a letto, e piange ancora.
Mamma:
Allora, io guardo sempre sempre tutti i giorni una serie televisiva che si chiama Eternal Love, dove praticamente un lui e una lei si amano tantissimo e si vogliono sposare e si cercano e si cercano e si rincorrono dappertutto…però praticamente gliene succede sempre una dietro l’altra. Ma alla fine termina tutto bene perché lui finisce su una sedia a rotelle e lei incinta di un altro. Beh, e quando arrivano lì, sull’altare, io…ecco…io…di solito, io piango. Ma questa volta no, non piango, ho detto che non piango e non piango! Perché dovrei piangere? Non piango, no.

Margherita:
Mio papà si chiama Fausto, è alto, magro e meteoropatico. Sarebbe un bell’uomo, ma ha pochi capelli e cerca di mascherarlo col riporto. Ha arruolato duemila capelli che vivevano vicino all’orecchio sinistro e li ha costretti a emigrare nel deserto dell’emisfero destro, facendo così una sciarpa di peli che appiccica al cranio con un overdose di brillantina. Ma col vento il riporto cede, formando così una lunga orecchia da cocker che fluttua nell’aerae.
Papa’:
Il mio mestiere? Il pensionato. Ho un capannone pieno di oggetti, non tobbo mai via niente.
Margherita:
Butto.
Papa’:
Non è giusto dire le cose vecchie, perché, se ci pensate bene, ovranno iupiti on.
Margherita:
Vivranno più di noi.
Papa’:
E se ce ne sbarazziamo e le buttiamo via troppo presto, frossono.
Margherita:
Soffrono.
Papa’:
Quindi io parori.
Margherita:
Riparo.
Papa’:
Montori.
Margherita:
Rimonto.
Papa’:
Aggiusto.
Margherita:
Aggiusto.
Papa’:
Avviori.
Margherita:
Riavvio.
Papa’:
Sono l’unico nella zona che ripara biciclette pedalopatiche, radio afone, lavatrici asmatiche, caffettiere impotenti. Ho una borsa degli attrezzi magica. L’uomo è stato creato padrone della terra! Ma gli manca una cosa fondamentale, una borsa degli attrezzi per giurastarsi.
Margherita:
Riaggiustarsi.
Papa’:
Ah se ci fosse un vitec per togliere le cattive idee!
Margherita:
Un cacciavite.
Papa’:
Una otec per fissare le buone intenzioni
Margherita:
Un martello.
Papa’:
Una iaves ingle per stringere per sempre l’amore.
Margherita:
Una chiave inglese.
Papa’:
E una gas per tagliare col passato.
Margherita:
Una sega.

Margherita:
Mamma e papà si sono conosciuti quando ancora lei lavorava nella pensione estiva del nonno. Lui dice che è stato un colpo di fulmine, ma nell’immaginario del mio caro fratellino Giacinto le cose non sono andate proprio così.
Mamma:
Ciò, burdell! Benvenuto nella Pensione Magda di Torre Pedrera, nevvero! Direttamente sul mare, ambiente rustico, c’abbiamo l’ascensore, un ascensore speciale che va su e giù, e su e giù, e su e giù tutto il santo giorno. Le camere hanno tutte il balcone e vista sul mare, tutti i servizi completi, citofono, e ventilatore a soffitto. Il menù è a scelta: carne o pesce. La cucina è diretta dalla proprietaria che però preferisce il pesce, noi ci abbiamo il pesce fresco tutti i giorni: degli stoccafisso così. Allora, burdell, se non vuoi essere solo un numero ma vuoi essere circondato di attenzioni, beh mo’ allora, vieni mo’ da noi, che te la diamo noi la soluzione.
Pedalò scontatissimi, escursioni in motonave alla grotta, ma la cosa migliore sono le feste danzanti sulla spiaggia fino all’alba con i bomboloni caldi alle sei del mattino “tan tan tan tan tan tan …questo è il valzer del moscerino!”
Allora, giovane, come la mettiamo? Te la do? La camera?

Margherita:
Da questo possiamo capire il carattere del fratellino. Giacinto, ha 18 anni e mi assomiglia, ma in cretino! E’ biondiccio, tracagnotto e infestato dai brufoli. Ha tatuato su una spalla “Ultras forever” e lo stemma della sua squadra, mentre sull’altra voleva farsi tatuarsi “ti amo Marilisa”, ma purtroppo Marilisa lo ha mollato a metà incisione e si è fermato a “ti amo ma…” che può sembrare “ti amo ma…mma”, “ti amo ma…no sono sicuro”, “ti amo ma…sei un po’ zoccola”.
Comunque che sia felice o infelice in amore, Giacinto, mangia come un betoniera.
Giacinto:
Sono disordinato, la mia stanza sembra appena perquisita dalla polizia, e il mio sport preferito è schiacciare i wafer sotto il culo e spargerli sul letto. Leggo solo giornali sportivi e cataloghi di biancheria intima, per tenermi informato. Nella vita ho due grandi interesse: il calcio e…..il pallone. Dai! Passa! Goal! National! National!
Sì, signori, avete ben capito, io tengo per la National, sono il primo tifoso, sono io che dirigo i cori su in curva e quando noi cantiamo i ragazzi in campo sentono la nostra energia e noi ultras continueremo sempre sempre a cantare National! National!

Margherita: Mia sorella minore, Erminia, è un genietto rompiballe simpatica e terrificante. E’ il dito da video gioco più veloce del west, ma è anche scienziata e innovatrice
Erminia:
Io sono la numeraria della famiglia, questo vuol dire che mi piacciono le addizioni, le sottrazioni, gli esperimenti, le invenzioni.
I miei esperimenti si svolgono in garage nel mio spazietto personale: ho preso le casse di vino del nonno e le ho messe una sopra all’altra in angolo retto e in assonometria cavaliera e io ci faccio tutte le mie cose e mi piace tantissimo.
Per esempio l’ultima mia invenzione l’ho chiamata: l’invertitore temporale…ho preso un cucù e l’uccellino l’ho girato dall’altra parte così invece di uscire da delle gran scraniate. In questo modo riuscirò ad andare a scuola alle otto e ad alzarmi alle nove, quando avrò perfezionato l’invenzione.
Io voglio tanto bene al nonno, allora ho deciso di allungargli la vita, solo che avevo bisogno di d una cavia: ho preso un topolino e l’ho surgelato. Quando la mamma lo ha trovato è stata indecisa se svenire o metterlo nel polpettone.
Io sono piccolina, lo so, ma sono apocalittica, lo vedo il mondo che tra pochi giorni scoppierà come un pop corn in una padella e vagherà vagherà nello spazio bianco e bucherellato.
Poi, sono segretamente innamorata del mio insegnante di matematica, sembra un rinoceronte coi baffi con gli occhiali, è bellissimo! Ma questo è un segreto, non va detto a nessuno, nessuno.

Margherita:
Poi ci sono io, Margherita, ho quasi 15 anni, dei capelli ricci un po’ strani, occhi maliardi, ma sono un po’ sovrappeso. Mi piacerebbe un sacco indossare quei jeans stretti e bassi che spunta l’ombelico, però, l’unica volta che ci ho provato, mi sono esplosi in autobus e ho ferito tre persone.
A scuola vado abbastanza bene, da grande voglio fare la poetessa. La mia specialità sono le poesie brutte, pensateci bene, il mondo è pieno di poeti così cosi, ma una poesia veramente brutte è rara.
Sentite questa:
Mi chiamo Margherita,
e peso meno in mutande che vestita
Mica male, eh?
Cos’altro posso raccontarvi…ballo bene, nonostante i chiletti di troppo. Mi piace inventare i passi, perché è bello ballare con gli altri, ma voglio essere unica.
Il mio attore preferito è Antony Hopskin, quello de Il silenzio degli innocenti.
Con uno così, sai che devi stare attenta!
Mia mamma dice che sono un po’ perversa.
Magari mi piacerebbe un sacco.
Comunque, io, che sono una bambina in scadenza, penso che:
a. i grandi non hanno più nulla da insegnarci;
b. che sarebbe meglio che noi prendessero le decisioni e tutti i temini scolastici contro la guerra li facessero loro;
c. che devono smetterla di fare film in cui la giustizia trionfa e farla trionfare direttamente fuori dal cinema!
Sì, sono polemica.